Sergio Borghesi: quadri in Toscana
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Sergio Borghesi: La Biografia del pittore
 

Sergio Borghesi mentre dipinge nello studioSERGIO BORGHESI è nato nel 1945 a Volterra, dove vive e lavora. A metà degli anni '60, prima ancora di aver concluso gli studi artistici a Volterra e Firenze, inizia la sua attività artistica muovendosi in un ambito pittorico legato alle esperienze dell'Espressionismo Astratto Americano prima e della Pop Art poi.

1970: inizia a rappresentare su tela i ristretti e obbligati spazi vitali dell'uomo che vive il frenetismo caotico di una realtà urbana dove la sua spersonalizzazione è sempre più evidente.

La tela viene man mano sostituita da materie plastiche o da acciaio e la superficie diventa tridimensionale, di grandi dimensioni, in ogni senso percorribile. Questo momento di intensa ricerca lo porta così a sperimentare cifre espressive, linguaggi, tecniche sempre più ispirati alle esperienze d'avanguardia.

Volterra 73": sul tema della segnaletica, metafora della virtualità sempre più sfacciata dei luoghi nei quali l'uomo vive, Borghesi innesta l'idea di un' invadenza catartica della Natura, evocata e invocata, vista non solo come elemento di contrapposizione, ma antitesi totale ad un ambiente sentito sempre più come artificio. Scrive Crispolti: "(…) I segnali indicatori spaziali suggeriscono un rapporto analitico fra l'ambiente dato (che è indubbiamente artificiale), e un artificiale ulteriore (che è l'intervento formale-cromatico), e un naturale, il brano d'erba autentica inserito nel contesto formale. (…) Forse c'è un certo stupore metafisico di fronte alle componenti semplici quanto arcane di questa dimensione spaziale. Ed è forse un antico stupore toscano per le armonie e disarmonie dei rapporti fra entità geometriche e fra pure entità cromatiche."

1975: nella mostra "Incontri di Volterra ‘73" e nella galleria milanese "Studio 2" come scrive Trafeli "(…) Sergio Borghesi (…) sostituisce l'intero pavimento dell'ambiente (galleria) servendosi di un piano di laminato speculare nero ripartito da una semplice, una significativa struttura virtuale, che egli pone in conflitto con una striscia di erba vera che segue l'andamento della forma (…) Il nuovo pavimento della galleria si pone in un rapporto psicologico col fruitore mettendolo su una piattaforma che può indurlo a riflettere sui contenuti che obbligano ad accettare le norme squilibranti del già precario equilibrio e promuovere considerazioni critiche utili (…)"

Sergio Borghesi: pitture, acqueforti e disegni1976: i segnali si trasformano in grandi contenitori, teche che racchiudono zolle d'erba dove il procedere lento dalla vita alla morte si manifesta in tempo reale.
Galleria "Inquadrature 33" Firenze: "(…) L'erba (autentica), individuata, fissata, asportata e imprigionata tra lucide lamiere o plastiche, o filmata col suo vibrare sembra porsi quindi come simbolo estremo e come ultimo appello e appiglio allo stesso tempo nei confronti di un mondo che di appigli ne offre sempre meno (…)" G.P.

1977: Arte Fiera di Bologna; l'erba racchiusa nella teca prosegue il suo processo di morte, mentre è possibile vederla in un filmato nel suo luogo di origine, con la volontà di mantenerla vitale fissandola nella memoria sensoriale del fruitore.

1978: Venezia, Galleria Graziussi in Campo la Fenice, la proiezione dell'erba si dilata e si moltiplica sulle facciate dei palazzi, della chiesa e del Teatro La Fenice, uscendo così dallo spazio "personale" della galleria per collocarsi all'esterno nel desiderio di un coinvolgimento più totale.

1979: forma il "gruppo ambiente 33" con Paraito e Bandini, ed insieme lavorano sul tema
"a proposito d'identità: l'albero"; espongono in varie città italiane e a conclusione destinano al Museo di Arte Contemporanea di Matera gran parte del lavoro prodotto.
1980: l'attività prosegue con il "gruppo ambiente 33" portando al Cantiere di Montepulciano la performance "afasia" che successivamente sarà presentata anche a Firenze, Bologna e Montecatini Terme.

1982: Borghesi decide di non esporre le proprie opere; continua a lavorare con la fotografia, il video e le multivision; diventa il promotore con Vittorio Fagone dello Spazio Multimediale di Volterra , per anni luogo di riferimento dell'arte multimediale italiana ed europea. Negli stessi anni è impegnato nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale di Volterra e del suo territorio, impegno che prosegue tuttora con il "Gruppo Fotoimmagine", attraverso la pubblicazione di una collana di volumi distribuiti dalla Librocò di S. Casciano Firenze.

2000: nell'imperversare di tecnologia e messaggi virtuali ormai codificati, Borghesi tenta di recuperare la pittura alla sua natura essenziale: dar vita e forma al pensiero sfruttando gli strumenti di una tradizione cui l'artista si sente debitore, una tradizione fatta di botteghe, una linea di discendenza che potremmo definire artigianale nel senso più nobile dell'espressione. "
"(...) Nel quadro voglio vedere il risultato di una tensione a ricordare, rivivere e ricostruire reinventandola, attraverso una particolare abilità, una sensazione vissuta e subito interiorizzata (…)"
Marco Benucci scrive: "… Sergio Borghesi sa, con massima naturalezza sposare la dimensione curata e raffinata - evidente nei suoi lavori a matita e nelle piccole stampe - con ampi squarci pittorici, quasi "sciabolate di colore" stese nelle grandi finestre aperte sui vasti paesaggi evocati ora dai ricordi ora dalla sua immaginazione di artista.
In un caso e nell'altro tutto appare in presa diretta con la vita, sia essa di dimensioni interiore, intima, o proveniente dall'esterno, dal mondo della natura in particolare, con il quale si stabilisce un legame di identificazione giunto in alcuni momenti a una trasfigurata e totale immersione. Tra questi due poli, queste due sorgenti opposte ma non antitetiche si stabilisce un ideale punto di incontro, intorno ai pochi simboli ricorrenti: il sole, la luna, la farfalla, gli scogli, l'erba ora ricondotti a motivo floreale, ora inopinatamente morbidi e carnali.
Un'opera la sua, composta di frammenti che un musicista ottocentesco avrebbe chiamato fogli d'album (…) un linguaggio che arriva, diretto, sempre con grande forza e generosità espressiva.
"

2004: Levanto; "immenso e rosso" . Scrive Piera Rolandi: "…nato e cresciuto a Volterra ha il Rosso nel sangue; la forza e la plasticità del grande pittore della Deposizione che ha assimilato fin dai primi anni del suo cammino d'arte.
Il "rosso nelle vene" è stato ed è la forza della sua vita di cittadino, il suo impegno nella polis. "Immenso e rosso" è il suo traguardo di pittore: rende di fuoco l'azzurro del suo amato Tirreno con lo stesso slancio, la stessa forza della Maddalena del Rosso Fiorentino.
Questo è per me il volterrano, il cittadino, l'amico Sergio Borghesi.
"

 
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DiSegno in Sogno - Percorsi di arte contemporanea a Volterra città Etrusca

Nell'ambito dell'evento ETRUSCHI DI VOLTERRA, il gruppo Generazioni in Arte realizzerà una serie di mostre in diversi spazi della città, aventi come filo conduttore la civiltà etrusca di Volterra

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Nuovo atelier di Sergio Borghesi. Via Lungo le Mura, 23 Volterra

Sabato 7 giugno 2008, Sergio Borhesi ha inaugurato il suo nuovo studio a Volterra alla presenza di numerosissimi amici e conoscenti.

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